18 mag

DMC e il Knit Café del Carcere di San Vittore

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Oggi niente tutorial e schemi ma vi racconto di una bella iniziativa che si concluderà domani 19 maggio con un’asta benefica presso la Galleria Antonia Jannone, corso Garibaldi 125 – Milano.
Sarà il noto critico d’arte Philippe Daverio coadiuvato dalla Pina DJ di Radio DJ a battere all’asta i manufatti realizzati dalle detenute del Carcere di San Vittore.
Il ricavato sarà devoluto al giornale «Oltre gli Occhi», pubblicazione periodica della sezione femminile del carcere.
Siete tutte invitate a partecipare!



L’asta benefica è l’ultimo atto di un progetto iniziato in febbraio e nato da un’idea di Lorenza Branzi, docente NABA e fondatrice della rete di appassionati di maglia e uncinetto “Do-Knit” e Consuelo Redaelli, interior designer. Il progetto ha preso forma grazie alla collaborazione tra Lorenza, Consuelo, la dott.ssa Francesca Masini, funzionario giuridico-pedagogico della sezione femminile della Casa Circondariale di San Vittore e DMC.

Vista la presenza di DMC penso abbiate intuito che si parla di filati, lana – cotone, e creatività!

La biblioteca, situata al primo piano del carcere, è stata infatti trasformata in un vero e proprio laboratorio per imparare a lavorare a maglia e uncinetto nello stile dei knit cafè.

Indubbiamente il contesto non era quello di un normale knit caffé dove gli appassionati di ferri e uncinetto si ritrovano per condividere tra un caffè e una chiacchierata, la passione di sferruzzare e creare lavori fatti a mano. Lo spirito con cui le 12 detenute hanno approcciato questa iniziativa è stato travolgente. Diverse nazionalità, ognuna con la propria storia di vita e la propria pena da scontare, in comune la stessa “residenza”, la Casa Circondariale Femminile di San Vittore. Sono trascorsi mesi in cui ciascuna detenuta si è impegnata con dedizione e costanza a realizzare oggetti e accessori di uso domestico, lavabili e resistenti, pensati per diventare elementi di arredo e personalizzazione delle celle. Non è un segreto, infatti, che gli spazi vitali nel carcere siano spesso molto limitati e anonimi, pochi metri quadri da condividere con perfetti estranei, contemporaneamente e per lungo tempo.
DMC ha accolto con convinzione e disponibilità questa richiesta di aiuto “materiale”, fornendo tutti gli strumenti necessari per dar vita al laboratorio: ferri, uncinetti (di plastica e legno) e filati in cotone e lana, per creare accessori pensati per personalizzare le celle ed oggetti per l’asta benefica “L’arcobaleno incatenato”, condotta da Philippe Daverio coadiuvato da La Pina Dj presso la Galleria Antonia Jannone in Corso Garibaldi 125 a Milano (19 maggio 2015 esposizione dalle ore 17, inizio asta ore 18). L’intero ricavato dell’asta sarà devoluto al giornale «Oltre gli Occhi», la pubblicazione periodica della sezione femminile del carcere.
Interessanti le dichiarazioni rilasciate dai promotori del laboratorio:

L’incontro con la realtà carceraria rischia di segnare indelebilmente le vite di queste donne, che, qualsiasi sia la ragione per cui sono detenute, devono conservare il diritto di salvaguardare la loro dignità di persone, mogli, madri, amiche – dichiara Lorenza Branzi, ideatrice del progetto del knit cafè di San Vittore – Spero che il progetto sia servito soprattutto a questo, a dare respiro alle loro anime”.

San Vittore è diventato negli anni un contesto a cui approdano storie di emarginazione ed emergenza sociale. Questo progetto rappresenta un’occasione d’incontro, uno spazio di dialogo con la creatività. Il Knit cafè, come le altre attività proposte rivolte alla popolazione detenuta, contribuisce a sostenere la dimensione umana della carcerazione. Il knitting si è rivelata un’attività che ha saputo far incontrare le donne di diverse età e provenienze, andando oltre le barriere linguistiche e culturali ”dichiara la dott.ssa Francesca Masini, funzionario giuridico-pedagogico della sezione femminile della Casa Circondariale di San Vittore.

Abbiamo accolto con entusiasmo e sensibilità questa iniziativa, sostenendo la creazione del knit cafè. Mi piace pensare che i nostri prodotti abbiano oltrepassato qualsiasi tipo di barriera e siano diventati espressione e veicolo della creatività delle donne che hanno preso parte al progetto” commenta Andrea Molino, direttore generale DMC Italia.

So che ci sono molte associazioni ed anche singoli coinvolti in laboratori presso le case circondariali o in attività creative con i detenuti, se volete condividere le vostre esperienze o testimonianze lasciate pure un commento!

Emma ♥

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18 mag di Emma
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